La castagna

Il Marrone della Valle Roveto “Roscetta” appartiene alla varietà “Marrone Fiorentino”. La zona di produzione è racchiusa all’interno della Valle Roveto in tenimento dei Comuni di Castellafiume-Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Morino, Civita D’Antino, S.Vincenzo Valle Roveto e Balsorano, tutti Comuni appartenenti alla Provincia di L’Aquila. Le caratteristiche distintive di questo Marrone “Roscetta” sono rappresentate da una pezzatura medio-grande 80-90 frutti per Kg., da una forma ovoidale con torcia poco pronunciata, colore rosso vivo alla raccolta, ilo di colore nocciola regolare allungato, episperma di colore nocciola chiaro facilmente asportabile, carne bianca brillante croccante, sapore gradevole delicato e dolce.

E’ ricca di amidi (quasi il 60%), contiene carboidrati, proteine, vitamine A, B e C, sali minerali, cloro, magnesio ed ha un alto potere calorico. Per la sue elevate caratteristiche di sapidità, fragranza e sorbevolezza, tutta la produzione del Marrone della Valle Roveto “Roscetta” viene utilizzata totalmente allo stato fresco, pertanto è considerata il miglior marrone prodotto  nell’area di mercato del centro Italia.

Storia del Marrone della Valle Roveto “Roscetta”

Nella Valle Roveto la presenza dei castagneti è abbastanza remota, come scrive il Febonio in un saggio della metà del ‘600. All’epoca, tra i prodotti che le donne rovetane portavano ai mercati romani dentro i famosi “canistri” figuravano le castagne roscette. Sulla base delle Statistiche Murattiane, pubblicate nel 1811 nel capitolo “Sussistenza della popolazione”, nella Valle Roveto erano molto abbondanti i raccolti delle castagne roscette. Lo scrittore inglese E. Lear in Viaggio attraverso l’Abruzzo pittoresco mette in risalto la massiccia presenza del castagno nelle zone della Valle Roveto esaltando anche la bellezza naturale dei suoi luoghi. Questo marrone ha rappresentato nel passato ed in parte ancora oggi costituisce una importante risorsa economica ed alimentare per le popolazioni della Valle Roveto, assumendo un ruolo fondamentale nella preparazione di minestre e passati.

La documentazione storica più antica risale al periodo del Medioevo, quando alcuni monaci provenienti da altre regioni come la Toscana importarono il marrone fiorentino  dando un forte sostegno all’economia montana della Valle Roveto. I folti boschi selvatici per uso palerie diventarono in pochi anni alberi di maestosa bellezza, giganti naturali, innestati a Marrone “Roscetta”, e nel corso dei secoli hanno costituito oltre che un pregio naturalistico anche un grande patrimonio culturale ed economico per gli abitanti della Valle Roveto. Tra le varie testimonianze storiche, una è quella dello scrittore Alexandre Dumas, che nel suo viaggio verso Napoli, attraversando la Valle Roveto, descrisse cosi l’albero del castagno:

Dopo circa una lega ci si addentra nei magnifici boschi della Val Roveto, dove ho potuto osservare alberi secolari dal tronco così imponente che otto uomini, a malapena, riuscirebbero a circondarlo.

In epoca più recente (prima e dopo il 1945) la valorizzazione del Marrone della V.R. “Roscetta” è stata portata avanti grazie ad alcuni piccoli coltivatori che hanno tenuto in vita alberi di castagno innestati a marrone “roscetta” di elevata grandezza. A dispetto dei bisogni economici del dopo guerra che costringevano a vendere il legname, questi coltivatori hanno mantenuto e salvato esemplari di castagno di origini secolari di cui noi oggi possiamo ammirare la maestosa bellezza.

Un’altra testimonianza storica degli anni sessanta pone in risalto anche gli aspetti sociali e di partecipazione connessi alla raccolta di questo marrone “roscetta”: i cittadini non proprietari di castagneti offrivano la loro manovalanza nella raccolta nell’ambito di un’area di circa 1000- 2000 mq. corrispondente ad un lotto di castagneto e proponevano come compenso il terzo del raccolto. In questi ultimi anni la tradizione vuole il raccolto diviso a metà tra il proprietario e il raccoglitore. La fase della raccolta ha avuto sempre un particolare rilievo nella Valle Roveto, tanto che per tutto il periodo entrano in vigore alcuni precisi regolamenti locali dettati da sempre dai coltivatori:

  • è vietato il pascolo all’interno dei boschi di castagno per tutto il periodo della raccolta;
  • è vietato attraversare il bosco con traini o altri mezzi meccanici;
  • è vietato andare in cerca di funghi nel periodo della raccolta;
  • è vietato a chiunque entrare nel bosco se non autorizzato dal proprietario;
  • la raccolta deve terminare entro il 31 ottobre di ogni anno.

Il motivo di quest’ultima regola è dare la possibilità anche ai non produttori di raccogliere, senza alcun compenso, una modesta quantità di castagne. Nel caso in cui, la raccolta è tardiva e il proprietario non ha ancora ultimato il raccolto entro il 31 ottobre, esso dovrà farsi carico di comunicarlo a tutta la cittadinanza mediante pubblico avviso o con tabelle da apporre all’ingresso del castagneto.


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